mercoledì 29 giugno 2011
venerdì 24 giugno 2011
SMOM: intervista al Principe Gran Maestro

Domenica 19 Giugno 2011
Intervista a Fra’ Matthew Festing, Gran Maestro del Sovrano Militare Ordine
Ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme di Rodi e di Malta.
Altezza la prima domanda doverosamente riguarda le relazioni intercorrenti con il nostro Paese. Può descriverci i rapporti tra l’Ordine e lo Stato italiano?
L’Ordine di Malta ha con l’Italia un rapporto privilegiato. E’ sufficiente ricordare i numerosi accordi di cooperazione firmati negli ultimi anni, tra cui l’Accordo di cooperazione sanitaria, che regola le molteplici attività sanitarie svolte dall’Ordine di Malta a beneficio dei cittadini italiani. Sono stati inoltre firmati un Accordo quadro di cooperazione per l’assistenza ai paesi in via di sviluppo, una convenzione tra le Poste Italiane e le Poste Magistrali dell’Ordine di Malta e un accordo col Governo italiano in materia di ricerca scientifica. Di grande rilievo anche la collaborazione in materia di protezione civile che ha permesso ad esempio agli uomini e mezzi dell’Ordine di Malta di intervenire in Abruzzo fin dalle prime ore successive al terremoto. E’ per questo che sono stato particolarmente lieto di accettare l’invito del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a prendere parte alle celebrazioni per i 150 anni dell'Unità d'Italia il prossimo 2 giugno, festa della Repubblica, insieme ai capi di quegli Stati i cui vincoli con l’Italia sono più forti. Si tratta di un evento che ribadisce i forti ed antichi legami tra l’Ordine di Malta e la nazione Italiana, che fin dal 1834 accoglie a Roma la sede di governo dell’Ordine. E’ proprio dall’Italia che da oltre 170 anni l’Ordine di Malta svolge la sua missione di aiuto in favore di milioni di persone in tutto il mondo.
Tra le numerose missioni umanitarie dell’Ordine di Malta, quale rammenta con più gioia e quale con più sofferenza?
In questi tre anni dalla mia elezione al vertice dell’Ordine ho avuto la possibilità di viaggiare molto. Ho potuto vedere personalmente numerosi nostri progetti e parlare con i nostri medici, operatori umanitari e volontari. Sono stato nel cuore del Congo, nelle prigioni del Kenya, nella valle della Beqa tra Libano e Siria, tra i poveri che vivono alla stazione Tiburtina a Roma, a Lampedusa tra i migranti che arrivano dall’Africa. In queste missioni, il sentimento della gioia per l’aiuto che riusciamo a dare e per il calore umano che riusciamo a trasmettere, si unisce sempre a quello della sofferenza. La grande sofferenza che leggo nei volti di coloro che sono nel bisogno, spesso un bisogno disperato.
A livello personale, poi, ho un ricordo speciale delle missioni umanitarie in Kosovo, Serbia e Croazia a cui ho personalmente partecipato dopo la guerra degli anni ’90.
Altezza, tutti conosciamo la storica simbiosi che esiste tra il Sovrano Ordine di Malta che magistralmente rappresenta e la Chiesa. Può esprimere un Suo pensiero su Papa Benedetto XVI?
Papa Benedetto XVI è una persona meravigliosa, fonte di grande inspirazione. Lo sosteniamo in tutto quello che fa. Ma anche lui incoraggia il nostro impegno medico, sociale ed umanitario. Occorre dire che papa Benedetto XVI è un membro dell’Ordine dei cavalieri di Malta da molto prima di diventare pontefice. Motivo per cui conosce molto bene l’Ordine. Nei nostri colloqui mi invita spesso a proseguire nelle iniziative in favore delle giovani generazioni. Tra la Chiesa e l’Ordine di Malta c’è ovviamente un rapporto molto stretto. Siamo un ordine religioso fin dal 1113, ed in quanto tale prestiamo filiale obbedienza al Santo Padre. Ma siamo molto legati alla Chiesa anche per ciò che riguarda le attività: nei Paesi in cui operiamo, ad esempio, abbiamo stretti rapporti con le nunziature.
Sicuramente la spinta propulsiva dell’Ordine ha una ispirazione di profonda fede cristiana e quindi per l’amore e la dedizione per il prossimo. Secondo Lei, le nefandezze, la sfiducia e il dolore generati dall’uomo, rischiano in qualche modo di minare questa grande Opera di misericordia?
E’ vero, tutto quello che facciamo ha una motivazione profondamente cristiana. Per questo non dobbiamo mai perdere la fiducia, mai perdere la convinzione che è possibile fare del bene e migliorare il mondo in cui viviamo. Spesso basta anche un piccolo gesto per ridare la speranza.
Quali sono le caratteristiche distintive degli interventi dell’Ordine di Malta
L’Ordine di Malta non dipende da nessun altro Stato o governo, e non persegue alcuno scopo economico o politico. Detto questo, sono due gli aspetti che occorre sottolineare. Il valore aggiunto costituito dalla sovranità dell’Ordine di Malta, che permette ad oltre 100 nostri ambasciatori di esercitare nel mondo una caratteristica forma di diplomazia umanitaria, che attraverso rapporti istituiti con i vertici di ciascun paese favorisce l’efficienza e l’efficacia degli interventi di aiuto. L’altro aspetto riguarda la durata dei nostri interventi umanitari. Là dove molti operatori lasciano dopo la fase acuta dell’emergenza, l’Ordine di Malta resta, con programmi di ricostruzione e assistenza allo sviluppo a lungo termine.
Gran Maestro quanto è importante il volontariato nella missione che il sovrano Ordine svolge?
Sono fondamentali. Molto di quello che facciamo è reso possibile grazie all’impegno dei nostri 80.000 volontari in tutto il mondo. Uomini e donne che dedicano le loro energie, il loro tempo - e spesso anche loro personali risorse economiche - per aiutare l’altro. E’ anche vero che il mondo si sta sempre più specializzando. Molti settori nei quali operiamo richiedono l’impiego di professionisti, e noi ne abbiamo oltre 20.000 per la maggior parte medici e paramedici. Penso ai nostri ospedali o centri medici, ma anche agli interventi umanitari post disastri naturali che richiedono personale con competenze specifiche. Ma ripeto, senza volontari potremmo aiutare molte meno persone.
E’ in programma una missione per i terremotati del Giappone e che cosa si aspetta per il futuro?
Stiamo aiutando il Giappone, assistendo un centro per bambini orfani retto da suore francescane a 150 chilometri dalla centrale nucleare di Fukushima. Vogliamo in questo modo dimostrare la nostra concreta vicinanza a quel paese che ha subito un evento terribile. Oggi catastrofi naturali e situazioni post-conflitto si susseguono uno dopo l’altra ad intervalli di tempo sempre più brevi. Mi auguro che l’uomo riesca consapevolmente ad invertire questa tendenza.
di Fabrizio Locurcio
Direttore Responsabile "Atlasorbis"
SMOM: il Corpo Militare dell'Ordine di Malta

Dalla terrasanta a Lampedusa. Ecco i volontari dei Cavalieri di Malta
Sabato 30.04.2011
Di Raffaele Gambari
Nella caserma Artale, presso la città militare della Cecchignola in Roma, c’è la base operativa di un Corpo Militare Volontario, Ausiliario dell’Esercito Italiano. È quello degli antichi Cavalieri di Malta, un ordine religioso, con scopi assistenziali, riconosciuto internazionalmente e membro osservatore dell’Onu. Il suo nome è: Sovrano Militare Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme di Rodi e di Malta; SMOM è il suo acronimo, lo stesso che compare sulle targhe del suo minuscolo parco automobilistico e l’ACISMOM (Associazione dei Cavalieri Italiani del Sovrano Militare Ordine di Malta) è l’ente che lo rappresenta nel territorio Italiano, cui appartiene il Corpo Militare di cui vogliamo parlare.
Sono circa 600 i volontari arruolati, pronti a intervenire nelle calamità naturali, come in occasione del terremoto dell’Aquila e come era già successo in quelli dell’Irpinia, del Friuli, dell’Umbria e di Messina, che fu il suo campo di esordio. A dirigerli e coordinarli ci sono gli attuali 19 effettivi che lavorano permanentemente presso il Comando.
L’ attuale comandante ad interim, in attesa che il comando sia assunto da un Generale della Forza Armata, è un ex Ufficiale dei Carabinieri, il Colonnello Mario Fine di 55 anni, in servizio effettivo nel Corpo Militare da più di 30. Affari Italiani lo ha intervistato nel suo ufficio della caserma Artale e il Colonnello Fine ha spiegato, per la rubrica “Roma che verrà” di Raffaele Gambari, le finalità del Corpo che ha partecipato tra l’altro, a fianco dell’Esercito, ad operazioni internazionali per l’assistenza sanitaria e umanitaria alle popolazioni in alcune missioni di peacekeeping italiane (Bosnia, Slovenia, Kosovo) ed a quelle di aiuto alle popolazioni del Marocco nel 1960 in occasione di un terremoto ed ha operato dal 1961 al 1992 in Somalia contro la lebbra. In questo periodo due medici volontari del Corpo Militare ACISMOM sono impegnati a bordo delle motovedette della Guardia Costiera a Lampedusa nell’ambito dei soccorsi ai migranti africani.
Colonnello, gli antichi cavalieri continuano la loro storia di assistenza medica ed ospedaliera, cominciata con i pellegrini che andavano in Terrasanta, come volontari con le stellette?
“Il nostro è un Corpo Militare ausiliario dell’Esercito Italiano, per la maggior parte composto da volontari, ma pronti a diventare soldati a tutti gli effetti. Siamo inseriti nell’Ordine di Malta, uno Stato sovrano, articolato su vari gradi gerarchici e presente in molte nazioni. Noi facciamo parte dell’Associazione Italiana (ACISMOM), di cui sono membri nobili e non nobili, come sono io, religiosi e laici, uomini e donne, medici, infermieri, avvocati, professionisti vari .Un gruppo di persone, Cavalieri dell’Ordine di Malta e non, impegnati ad aiutare i bisognosi, con i loro ospedali ed ambulatori e con iniziative benefiche. L’Ordine fece un accordo nel 1877 con il nuovo Stato italiano proprio in questo senso. Il primo intervento fu con il terremoto di Messina, dove allestimmo un ospedale da campo. Per questa attività il Re Vittorio Emanuele III ci conferì l’uso delle stellette sulle uniformi grigioverdi e da lì ebbe inizio la nostra storia militare. Nella prima guerra mondiale facemmo lo stesso a favore delle popolazioni e organizzammo quattro treni ospedale per il trasporto dei soldati feriti. Anche nella seconda guerra mondiale fummo presenti con postazioni di pronto soccorso per la popolazione civile e con un treno per i reduci della guerra di Russia. A Roma, dopo la Liberazione, assistemmo civili e militari e durante la Resistenza aiutammo sia i soldati di tutte le nazioni sia i partigiani, rischiando anche la fucilazione. Nel dopoguerra, in una paese allo sbando, fronteggiammo l’emergenza sanitaria di un paese distrutto con ospedali sparsi su tutto il territorio. Un esempio: grazie alle cartelle cliniche dei reduci che sono passati nei nostri ospedali, tanti hanno potuto ricevere la pensione da invalidi di guerra. Ed era tutto personale puramente volonta
E oggi?
“Abbiamo 19 effettivi retribuiti e 600 iscritti volontari che, in caso di bisogno, vengono richiamati per periodi di addestramento o per essere inviati in operazioni di soccorso, come sta accadendo oggi a Lampedusa. Ci sono due nostri Ufficiali medici volontari che, insieme ai volontari del Cisom (Corpo Italiano Soccorso Ordine di Malta), a bordo delle motovedette della Guardia Costiera sono i primi ad intervenire per portare l’assistenza sanitaria ai migranti che ne hanno bisogno sui barconi provenienti dall’Africa intercettati in alto mare. In passato siamo intervenuti nei terremoti del Friuli, dell’Irpinia e recentemente in Abruzzo. Avevamo all’Aquila il nostro Reparto Operativo di Emergenza e siamo così riusciti ad intervenire con estrema rapidità. Oltre a quello appena citato abbiamo altri tre Reparti: a Roma per il Centro; a Milano per il Nord e a Napoli per il Sud. Come Ordine di Malta abbiamo ospedali e ambulatori e come è successo quest’inverno nell’emergenza freddo a Torino e Milano abbiamo portato aiuto agli emarginati senza una casa andando a soccorrerli in strada”.
Chi si può arruolare nel vostro Corpo e di quali professionalità avete bisogno?
“Può chiedere l’arruolamento come volontario chi ha compiuto 18 anni di età, è cittadino italiano e proviene da un ruolo dall’Esercito oppure ne è stato riformato. Scegliamo figure professionali già formate poiché abbiamo bisogno di medici e infermieri. Noi curiamo soltanto la formazione delle persone da utilizzare nella logistica. Per quanto riguarda gli effettivi del Corpo, il più giovane ha 26 anni ed il più anziano sono io, con i miei 55 anni. Nel momento del passaggio io ero il più alto in grado ed esercito quindi la funzione del comando finché non arriverà un nuovo Comandante, che possiamo considerare il primo dei volontari. Il requisito fondamentale di quest’ultimo è quello di essere un Generale dell’Esercito cessato dal servizio attivo e la sua nomina, su proposta del Sovrano Militare Ordine di Malta, dovrà essere fatta dallo Stato Maggiore dell’Esercito ”.
Milano: Festa SMOM per San Giovanni Battista

In occasione della celebrazione della Festività di San Giovanni Battista, Patrono del Sovrano Militare Ordine di Malta, oggi, venerdì 24 Giugno 2011 alle ore 18.00 verrà celebrata una Santa Messa solenne presso la Basilica di Santa Maria della Passione, via Conservatorio, 14 a Milano.
La cerimonia sarà presieduta da S.Em.Rev.ma il Cardinale Dionigi Tettamanzi, che concluderà con questa Cerimonia il suo mandato di Arcivescovo della Diocesi Ambrosiana.
E’ di rigore: abito da chiesa per Dame e Cavalieri, divisa di ordinanza per il Corpo Militare e divisa ad alta visibilità con basco per i Volontari CISOM.
.Al termine della cerimonia seguirà un ricevimento nei locali della Delegazione, in via Visconti di Modrone, 8/1 (cit. 13). Con l’occasione avverrà la consegna delle medaglie commemorative al personale che ha partecipato all’emergenza “Abruzzo 2009”.
Guglielmo Guidobono Cavalchini di Sciolze (Delegato SMOM Lombardia)
Marco Boetti Villanis (Capo Gruppo CISOM Milano)
www.ordinedimaltaitalia.org
giovedì 23 giugno 2011
Gianni Spina intervista Roberto Jonghi
Milano, giugno 2011
Intervistiamo Roberto Jonghi Lavarini, 39 anni di età anagrafica, 25 anni di militanza politica nella destra (MSI e AN), ora esponente del PDL. Non ricopre alcuna carica ufficiale ma è noto ed ascoltato per il suo attivismo, i suoi blog e le sue esilaranti comunicazioni email che fustigano la politica milanese, senza risparmiare critiche a nessuno, nemmeno ai vertici del suo partito.
Il centro-destra ha perso Milano, la sua roccaforte, un simbolo sia per Berlusconi che per la Lega. Quali sono le sue valutazioni?
A Milano non ha vinto la sinistra ma ha clamorosamente perso la destra per colpa di scelte e candidature sbagliate che hanno trasformato il crescente disagio del nostro elettorato in astensione. Abbiamo deluso i nostri sostenitori e sbagliato campagna elettorale, sia nei toni che nei contenuti, mentre Giuliano Pisapia è riuscito a unificare, entusiasmare e mobilitare tutta la sinistra. Il PDL ha bisogno di un vero rinnovamento politico, anche nominale e generazionale, che assicuri partecipazione, trasparenza e meritocrazia. Il Presidente Silvio Berlusconi ha il diritto-dovere di governare e di attuare il programma elettorale e le necessarie riforme, istituzionali e fiscali, ma il centro-destra deve scegliersi, attraverso le elezioni primarie, un nuovo candidato ed una nuova classe dirigente. Unica riforma elettorale assolutamente necessaria è l’abolizione delle liste bloccate e la reintroduzione del sistema delle preferenze a tutti i livelli.
Secondo Lei come sarà il nuovo governo di Milano?
Il nuovo Sindaco ha appena nominato la giunta comunale, escludendo gli estremisti (comunisti, radicali e Di Pietro) e premiando i cattolici progressisti ed i poteri forti. Nel futuro, il radical-chic Pisapia (mio vicino di ombrellone a Santa Margherita Ligure) sarà più influenzato dalla Curia, dai banchieri, dall’alta finanza e dai grandi costruttori, piuttosto che dai suoi vecchi compagni di Rifondazione e del Leonkavallo. Vedremo cosa faranno, la loro compagine politica è estremamente variegata, per ora hanno annunciato solo aumenti delle tariffe ed il sostegno economico al Gay Pride.
A Milano si è votato, oltre che per i quattro referendum nazionali, anche per cinque local. Lei che scelte ha fatto?
Io sono andato a votare: due si a sostegno dell’acqua pubblica come bene naturale e primario, e due no, per difendere la ricerca nucleare e la stabilità del governo. Ora, in Italia non potremo costruire più centrali nucleari ma continueremo a comprare energia, a costi elevatissimi, dalle centrali dei nostri vicini che circondano la pianura padana, con il risultato di avere gli stessi rischi dei francesi, pagando l’energia più del doppio. Francamente mi sembra una cavolata… A Milano si è votato anche per altri cinque quesiti promossi da Edoardo Croci (liberale e ambientalista di centro-destra) ed io ne ho sostenuti quattro (tranne quello sull’Ecopass) perché erano tutti rivolti al miglioramento della nostra città, del nostro ambiente e della nostra qualità della vita.
Cosa mi dice dei risultati elettorali della estrema destra?
La Destra di Francesco Storace ha preso lo 0,3%, Forza Nuova lo 0,4%, la Fiamma Tricolore non è riuscita nemmeno a presentarsi: questi dati si commentano da soli. Le permanenti divisioni della destra radicale risultano inspiegabili e sgradite al potenziale elettorato che preferisce votare per altri o astenersi. Per me si tratta di un capitolo definitivamente chiuso.
Ma anche i suoi candidati di Destrafuturo sono andati maluccio.
Decisamente si, non lo nego, ne prendiamo atto e ci attrezzeremo meglio per i futuro. Sono però contento del risultato di diversi amici, soprattutto giovani, che sono stati eletti nei consigli di zona. In particolare meritano di essere citati, come esempio positivo di nuova classe dirigente del PDL, Roberta Capotosti e Niccolò Mardegan, due giovani consiglieri provinciali di Milano, che hanno dimostrato, sul campo, oltre di essere bravi e capaci, anche di avere un reale consenso politico e popolare. Il PDL dovrà tenerne conto.
Sui giornali si è parlato molto dei rapporti tra estrema destra ed istituzioni ma anche delle forti tensioni fra i militanti di gruppi diversi, sfociate persino in aggressioni, perquisizioni e denunce.
Le tensioni sono fisiologiche in un mondo giovanile, idealista, forte e sano come quello della destra radicale, ma non vi sono mai state aggressioni violente, tantomeno denunce: sono comportamenti che non fanno parte del nostro DNA, del nostro codice d’onore, etico e cavalleresco. Sono solo fandonie per gettare discredito sulla nostra comunità politica. Punto!
Cosa mi dice del fenomeno nazionale Casa Pound Italia?
A Milano vi è un forte presenza di gruppi di destra, non solo partiti ma anche circoli, associazioni e movimenti. Casa Pound è sicuramente una buona idea ma troppo “romano centrica” per attecchire a Milano, a differenza di altre realtà emergenti che funzionano bene come, ad esempio, Lealtà ed Azione che è un fenomeno militante tipicamente lombardo. Comunque, ripeto, io, oramai da tempo, ho intrapreso altre strade, senza rancori e senza rimpianti, anzi mantenendo rapporti di amicizia e di collaborazione con i miei “vecchi camerati”. Ho deciso di navigare in mare aperto, di portare le nostre idee nel PDL e nel centrodestra, radicandole, non solo nella politica ma nella società italiana. La battaglia più difficile ed importante che dobbiamo portare avanti è quella culturale, della buona informazione e formazione dei giovani.
Azione Anifascista ha realizzato un dossier di 70 pagine sulla estrema destra a Milano, dove Lei è uno dei principali citati.
Si tratta delle loro solite “seghe mentali”: metodi vetero comunisti, analisi tragicomiche, informazioni assolutamente imprecise e datate, quando non completamente false. Sinceramente non riesco proprio a capire come possano perdere così tanto tempo a spiarci e schedarci, costruendo fantapolitiche trame nere. Penso si tratti di un fenomeno psicologico e patologico: la nostra esistenza è l’unica motivazione del loro agire, non sanno più cosa dire al popolo italiano. I compagni sono degli sfigati che, per sentirsi bene, hanno bisogno dell’antifascismo come i neonati del ciuccio.
In internet abbiamo notato un suo super attivismo negli ambienti reazionari, blasonati e savoiardi come Patria e Libertà.
Sono vice-Presidente del Centro Studi Patria e Libertà, presieduto dal caro amico Conte Prof. Fernando Crociani Baglioni, persona di straordinaria umanità, galantuomo d’altri tempi, uno dei massimi esperti di ordini cavallereschi in Italia. Dopo una rilettura critica di alcuni testi di Platone, De Maistre, Degrelle, Junio Valerio Borghese, Evola, Correa de Oliveira e Fisichella, ho, semplicemente, riscoperto le mie radici e la mia identità. Praticamente, sono tornato a casa, al punto di partenza, dal quale, a 14 anni sono partito per girovagare e conoscere tutta la destra italiana. Provengo da una antica famiglia Walser piemontese, legata alle proprie tradizioni, fedele alla Santa Chiesa Cattolica ed alla Corona, ho ripreso a frequentare vecchi amici di quel “piccolo mondo antico” che, nonostante tutti i suoi difetti, rappresenta ancora la Tradizione. Per me, ad esempio, essere Cavaliere dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, vuol dire, innanzitutto essere fedele ai principi spirituali di onore, cavalleria, aristocrazia ed impero della nostra tradizione europea e cristiana. Sono monarchico da un punto di vista meta politico, concettuale, filosofico, direi spirituale. In questa epoca ciclica di decadenza generale, rimango fedele a simboli e valori eterni, nonostante la loro incarnazione spazio temporale, non sia sempre all’altezza: si tratta di mantenere viva un fiamma ideale, trasmettendo questa fiaccola alle generazioni future, nella certezza che, prima o poi, verrà utile per appiccare l’incendio della rivoluzione restauratrice.
Intervista a cura di Gianni Spina
http://italia-informa.blogspot.com/2011/06/gianni-spina-intervista-roberto-jonghi.html


mercoledì 22 giugno 2011
Monza ricorda Re Umberto I

ISTITUTO NAZIONALE PER LA GUARDIA D’ONORE
ALLE REALI TOMBE DEL PANTHEON
Fondato nel 1878, confermato con R.D. 24 settembre 1932 n. 1348
Ente Morale sotto l'egida del Ministero della Difesa con D.P.R. 27 febbraio 1990
Delegazione di Milano, Monza e Lodi
Milano, 22 Giugno 2011
Guardie d’Onore, carissimi amici e simpatizzanti, a Monza il 29 Luglio 1900, si spezzò in modo violento una vita, quella di S.M. il Re Umberto I, il Re Buono. Il cordoglio fu unanime: tutta la Nazione si fermò per salutare il secondo Re d’Italia, Medaglia d’Oro al Valor Militare per i gloriosi fatti d’arme del Quadrato di Villafranca, che passava alla Storia.
Un secolo dopo quei dolorosi fatti, ricorderemo la figura ed il sacrificio del Re con una solenne cerimonia che si svolgerà a Monza Sabato 23 Luglio 2011, con il seguente programma: PROGRAMMA DELLA CERIMONIA
MONZA, SABATO 23 LUGLIO 2011
Ore 09.45 - Ritrovo in Piazza del Duomo.Ore 10.00 - Formazione del corteo che da Piazza del Duomo si porterà alla Cappella Espiatoria (Via Matteo da Campione). Accompagnerà il corteo la Banda Comunale di Valbrona. Ore 10.30 - Deposizione delle corone nel Sacello Monumentale della Cappella Espiatoria alla presenza delle Autorità Civili e Militari. Esecuzione della Marcia Reale, dell’Inno Sardo e del Silenzio. Trasferimento alla Villa Reale. Ore 11.30 - Santa Messa in suffragio di S.M. il Re Umberto I presso la Cappella della Villa Reale. Celebrerà la Sacra Funzione Don Simone Rolandi, Cappellano della Delegazione e Vice Priore per la Lombardia degli Ordini Dinastici di Casa Savoia. Per informazioni sulla cerimonia, Cerimoniere (Isp. Naz. Di Maria) 392.95.98.193.
Ore 13.00 Colazione presso il Salone Reale dell’Hotel de la Ville (di fronte alla Villa Reale).
Quota: € 70,00. Per prenotazioni: gdomilano@hotmail.it; opp. telefonare ai nn. 345.32.17.614 (Isp. Reg. Mastroianni); 02.84.62.013 (Isp. Naz. Pierato); 392.86.97.486 (Isp. Naz. Pizzi). Alle Guardie d’Onore presenti saranno conteggiate n. 2 ore di guardia in deroga al Regolamento.Le Guardie d’Onore sono pregate di intervenire alla cerimonia con la divisa sociale e/o con il mantello.
I Cavalieri degli Ordini Dinastici di Casa Savoia sono pregati di presenziare con la rosetta e le Dame con nastrino e decorazione.
La cerimonia è aperta alla partecipazione di tutte le Associazioni monarchiche e patriottiche.
Partecipiamo dunque numerosi!
Le Guardie d'Onore sono pregate di presenziare con la divisa sociale e/o con il mantello.
Le iniziative sono ovviamente aperte a chiunque fosse interessato.
Con i migliori saluti,
la Segreteria di Delegazione
____________________________________________________________
Istituto Nazionale per la Guardia d'Onore alle Reali Tombe del Pantheon
Delegazione di Milano, Monza e Lodi
c/o Ass. ne Naz. le Carristi d'Italia
Via Vincenzo Monti, 59
20145 - Milano
gdomilano@hotmail.it
Iscriviti a:
Post (Atom)


