giovedì 14 luglio 2022
venerdì 12 novembre 2021
martedì 24 luglio 2018
Incontro con Mario Dalla Torre
“Non si può guarire il corpo, senza guarire l’anima” (Platone)
Giovedi 26 luglio, ore 18.00, Viale Bianca Maria 3, Milano
Studio Legale Avv. Renato Maturo
Incontro culturale-filosofico-spiritual e con
MARIO DALLA TORRE
(Patrizio
veneto e nobile dei conti del Tempio di Sanguinetto, bioterapeuta,
operatore olistico, pittore bioenergetico e scrittore, autore di diversi
libri, fra i quali l’autobiografico “Ho assaggiato il Paradiso, dal
coma al risveglio, da malato a terapeuta”).
Segue, per chi vuole, aperitivo e cena conviviale
“Un
nobile contadino, colto e gentile, che, dopo una esperienza di
premorte, da creativo e pubblicitario di successo, scopre di avere dei
poteri eccezionali, con una missione da sensitivo e guaritore (anche se
non vuole essere definito così). Parente dell’attuale Gran Maestro
dell’Ordine di Malta, amico personale di personaggi famosi, tanto
diversi fra loro, da Papa Giovanni Paolo II a Licio Gelli. Consulente di
capi di stato e imprenditori di tutta Europa, ha sempre l’attenzione
rivolta ai più deboli e bisognosi. Ho avuto l’onore di apprezzarne la
modestia, il carisma naturale, i saggi consigli di vita e di sentirne
l’energia. Una personalità certamente fuori dal comune” Roberto Jonghi Lavarini
venerdì 29 giugno 2018
"Idee per l'Europa dei Popoli"
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| Roberto Jonghi Lavarini con l'eurodeputato On. Mario Borghezio |
"Radici profonde, rami forti" dice un vecchio detto della mia tribù Walser (tedesco-vallese" del Monte Rosa). Il mio ragionamento metapolitico parte da questa genuina e antica saggezza popolare. I Walser sono un piccolo e fiero popolo alpino germanico diviso in villaggi, enclave in alta quota, sparsi su tutto l'arco alpino, dalla Svizzera all'Austria, dove hanno mantenuto le loro tradizioni etnologiche, religiose e linguistiche (parlano un dialetto tedesco arcaico). In Italia sono certamente note a tutti le località turistiche di Gressoney, Im Land (Alagna Valsesia) e Z'Makanà (Macugnaga), alle quali aggiungo la mia Urnafasch (Ornavasso), paesini che hanno mantenuto intatte le proprie caratteristiche che ne fanno luoghi tipici e affascinanti. Tornare nelle mie terre, o andare ai Walsertreffen (raduni internazionali delle comunità Walser) con le mie figlie, vestendo i nostri abiti tradizionali, brindando e cantando con il mio prossimo (etimologicamente, colui che mi è più vicino), mi fa ritrovare e connettere con le mie origini ancestrali, con la terra dei miei padri (da cui il termine patria), dando consapevolezza e forza alla mia identità, profondo significato etologico e spirituale alla mia esistenza su questa terra. Riallacciarsi alla Tradizione, è riprendere linfa e vigore, è essere in ordine, ovvero al posto giusto, deciso del buon Dio, dal destino, in questo universo. Ma ogni singola tradizione, come dicevano i grandi studiosi, filosofi e maestri, Julis Evola e Renè Guenon, fa parte e si riallaccia alla unica grande Tradizione che costituisce, insieme alle leggi naturali, la vera essenza della nostra umana civiltà, una unica visione del mondo, degli uomini e della società. Essere fedele alle proprie radici specifiche, vuol dire capire e rispettare quelle altrui, e partecipare veramente alla umanità nel suo complesso. Solo chi capisce e rispetta se stesso, può capire e rispettare gli altri. Questo è lo spirito comune, la weltanschauung, che unice gli amici, collaboratori e sostenitori dI questo progetto editoriale e delle storiche battaglie culturali e identitarie, prima che politiche, di Mario Borghezio. Questo giornale ha l'ambizioso obbiettivo di essere la base di un grande fronte nazional-popolare, per informare, formare e selezionare, secondo criteri meritocratici, una classe dirigente, consapevole e preparata, di autentici patrioti, una nuova aristocrazia europea, nel senso etimologico e tradizionale di governo dei migliori, che si dedichi veramente al bene delle nostre comunità locali, alla tutela dei territori e delle radici, alla difesa dei nostri legittimi e sacrosanti interessi politici, militari ed economici in Europa, nel "mare nostrum" Mediterraneo e nel mondo. Uniamo le forze e le Idee per l'Europa dei Popoli. Roberto Jonghi Lavarini
mercoledì 18 aprile 2018
Famiglia Jonghi Lavarini - 2018
JONGHI LAVARINI
Nobili Decurioni di Ornavasso - Patrizi Ossolani
Uradel von Naters - Walser
Freiherr von Urnavas
Sippe
Walser (famiglia tedesco-vallese) del Monte Rosa, Uradel (di antica nobiltà
feudale, citata nei documenti storici ufficiali fin dal 1275), originaria di
Naters, vicino a Briga (in Svizzera) e trasferitasi, in parte, in Vall
d’Ossola, nel XIII secolo, esattamente a Casaleccio di Ornavasso. Nel 1486, il
Vescovo di Sion, Iodico von Syllinen, Signore del Vallese e Principe del Sacro
Romano Impero, rivendicando il dominio su quelle terre, nominò, suo Curatore, il
Ritter (Cavaliere) Theodorus Jongh, riconoscendolo legittimo erede dei primi
signori feudali di Ornavasso (un ramo cadetto dei conti carolingi Castello
Crusinallo, poi trasferitisi nel Vallese) con lo spettante titolo di Freiherr von
Urnavas. Già nel 1495, però, il Ducato di Milano ed i Visconti di Castelletto
Ticino rientrarono definitivamente in possesso della Baronia di Ornavasso,
accordandosi con le “locali genti alemanne”
(Walser), alle quali venne concessa una larga autonomia. Da allora i “todeschi Jonghi di Urnavas” sono sempre
citati negli eventi storici della valle.
In particolare, nel 1575, Pietro ed Angelino Jonghi, partecipano alla
costituzione degli Statuti di Ornavasso in quanto “cardenzari (credenzieri,
decurioni) et uomini particolari di
detto luoco”. Nel 1605, gli Jungen
Urnavas sono citati nel “Wappenbuch des Heligen Romischen Reichs” (registro
degli stemmi del Sacro Romano Impero). Nel corso dei secoli possedettero molte
terre agricole, pascoli, boschi, cave di marmo e palazzi signorili (ancora
esistenti come quelli di Ornavasso, Vogogna e Piedimulera), imparentandosi con
le più importanti famiglie del Verbano-Cusio-Ossola. Dal 1738 gli Jonghi furono
sempre presenti nel Consiglio Generale dell’Ossola come Patriziato Aggregato. Nel
1900, S.M. Re Umberto I concesse al Nobile Cesare Jonghi di aggiungere al
proprio cognome anche quello materno Lavarini, insieme al relativo stemma. I
Lavarini sono una nota famiglia patrizia ossolana (di remota origine veneta),
di medici ed impresari, citata fin dal 1575 che, da allora, fece sempre parte
dell’amministrazione di Ornavasso, prima del Feudo e poi del Comune. Fra i
tanti personaggi illustri della Famiglia Jonghi Lavarini, ricordiamo: il
Capitano Giovanni (1821-1883) combattente pluridecorato per le tre Guerre per
l’Indipendenza ed Unità d’Italia; il sopraccitato Comm. Prof. Ing. Cesare
(1864-1934), studioso della lingua walser, poeta e filantropo. Da ricordare
anche l’italo-argentino Tito Jonghi, imprenditore cosmopolita, fondatore della
omonima casa motociclistica a Parigi.
Il Regno d’Italia riconobbe solo una
consolidata e generosa Nobiltà Decurionale (More Nobilium, ovvero Nobili
Decurioni di Ornavasso e Patrizi Ossolani, in quanto partecipanti, da
generazioni, alla amministrazione ed al governo locale) anche se, gli Jonghi
Lavarini, soprattutto all’interno della comunità internazionale alpina Walser,
hanno sempre continuato a vantare pubblicamente i tradizionali titoli vallesi
di “Uradel von Naters” (Nobili di Naters) e di “Freiherr von Urnavas” (Baroni di Ornavasso),
riconosciuti dalla “Walliser Vereinigung Für
Familienforschung” (Associazione Genealogica del Vallese), dalla “Schweizerische Heraldische Gesellschaft” (Società Araldica Svizzera),
dalla “Walser Uradel Kulturverein” (Associazione Culturale della Antica Nobiltà
Walser) federate alla “Association de Familles Suisses (ASF, a sua
volta aderente alla CILANE, Commission d’Information et Liason des Associations
Nobiliaires Europèennes) e dalla Internationaler Adels Verband
(Associazione Internazionale della Nobiltà) utilizzando le relative distinzioni
araldiche baronali, ancora ben visibili sulle loro storiche dimore nel Vallese,
in Ossola ed anche a Milano.
Gli
attuali rappresentanti discendono da Sua Eccellenza Cav. di Gran Croce Ing.
Edmondo Luigi, Luogotenente d’Onore a
vita dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme (OESSG) del nord
Italia (Dignitario Membro del Gran Magistero con Palma d’Oro, titolo personale
di Conte Palatino del Sacro Palazzo Lateranense, “Conchiglia
del Pellegrino” del Patriarcato Latino di Gerusalemme, “Sacro Segno” del
Custode Francescano di Terra Santa, “Santa Croce di Gerusalemme” del
Patriarcato Cattolico Greco-Melkita e Gran Croce dell’Ordine Ortodosso di Santa
Caterina del Monte Sinai), Commendatore dell’Ordine della Corona d’Italia e
dell’Ord. Pontificio di San Gregorio Magno, Cav. Ord. Pontificio di San
Silvestro Papa, Cav. al Merito della Rep. Fed. di Germania, Ufficiale del
Savoia Cavalleria nei Lancieri di Novara e Capitano del Genio Militare II.G.M.,
Cittadino Benemerito del Comune e della Provincia di Milano, amico e
benefattore del Beato Don Carlo Gnocchi, 1904-1987) sposato con N.D. Ester Boni
- Spadaccini (Dama di Commenda OESSG, 1915-2009).
Stemma:
Destra di bianco, pianta verde in campo con forti radici attorniate da
due
lettere “J” d’oro. Sinistra d’azzurro, tagliato da sbarra d’oro, in alto
a dx
tre soli d’oro, in basso a sx giglio d’oro Motto: “OTIUM CUM
DIGNITATE”.
La
famiglia è attualmente rappresentata dal Nobile Dott. Cesare Giovanni Jonghi
Lavarini (Milano il 25 gennaio 1939), Commendatore dell’Ordine Equestre del Santo
Sepolcro di Gerusalemme e Medaglia d’Oro della Camera di Commercio ed Industria
di Milano, Amministratore Unico della Società Edificatrice Immobiliare Milanese
(fondata dal padre nel 1927), sposato con la N.D. Dott. Alda dei Conti
Ganassini di Camerati (*) Dama OESSG, n.
Milano 8 settembre 1940), da cui:
1)
Nobile Dott. Cristina (n. Milano, 6 aprile 1967) Ausiliaria della Croce Bianca;
2)
Nobile Dott. Roberto (n. Novara 10 giugno 1972) Cavaliere dell’Ordine Dinastico
dei Santi Maurizio e Lazzaro (Casa Reale di Savoia) e di una decina di altri
importanti ordini cavallereschi cristiani di tutto il mondo, Volontario del
Sovrano Militare Ordine Ospedaliero di Malta (SMOM), Patrizio Bizantino (Casa
Imperiale Ortodossa Cantacuzene), Grande Ufficiale dell’Ordine dell’Aquila
Romana (sodalizio patriottico della Famiglia Mussolini), vice presidente
fondatore della associazione culturale internazionale Aristocrazia Europea,
delegato della Walser Uradel Kulturverein e portavoce della Deuschen Adel der
Alpen, membro corrispondente della Società Genalogica Italiana e del Centro di
Sudi Araldici, membro della fondazione internazionale Identità e Tradizioni
Europee, membro della fondazione federalista per l’Europa dei Popoli; sposato
con Veronica Corradone (n. Milano 27 febbraio 1978) Dama dell’Ordine al Merito
di Savoia, da cui la Nobile Beatrice Fiammetta (n. 10 giugno 2001), Giovane
Volontaria SMOM; la Nob. Ludovica
Elisabetta (n. 28 novembre 2007), Giovane Volontaria SMOM; e la Nob. Margherita
Benedetta (n. 23 luglio 2014).
Fratelli
minori di Cesare Giovanni sono:
2)
Nob.Arch. Maria Grazia (2.2.1940), vedova Ing Carlo Pastonesi, da cui
Alessandra, Francesca, Federica e Giuseppe;
3)
Nob.Arch. Giuseppe Maria (22.4.1941), Commendatore OESSG, Capitano di Fanteria,
Presidente della Di Baio Editore Spa, vedovo Arch Gabriella Giani, da cui Nob.
Eleonora Isabella e Nob. Arch. Edmondo Maria (18.07.1971) sp. con Donna Dott.
Concetta Torracca, da cui Nob. Gregorio Giuseppe (23 luglio 2011) e il Nob. Orlando
Giuseppe (12 novembre 2014);
4)
Nob. Anna Giovanna Maria (25.6.1943), sposata Dott.Prof. Giulio Pampari (medico
primario), da cui Michele, Dino ed Ester;
5)
Nob.Arch. Gianfranco (21.11.1946), Grande Ufficiale OESSG, Dirigente Rotary
Italia, sposato con Matilde Crosio (Dama OESSG) da cui il Nob.Arch.Ing. Eugenio Massimiliano (16.2.1981);
6)
il Nob.Dott. Eugenio (11.9.1954) Cavaliere OESSG, medico primario, sposato con
la Dott. Loredana Bonisolli (Dama OESSG) da cui il Nob. Lorenzo (5.2.1987).
Cugini
di Cesare Giovanni sono:
1)
il Nob.Dott. Gianmaria (5.12.1944), Cavaliere OESSG, medico primario,
consigliere Associazione Nazionale Dentisti, sposato con la Dott. Angela
Malerba, da cui la Nob. Giulia Donata;
2)
Nob. Maristella (25.8.46) sposata con il Dott. Francesco Besana, medico
dermatologo, da cui Elisabetta Veronica e Filippo Giuseppe Maria.
(*)
I Ganassini di Camerati sono una antica famiglia lombardo-veneta: Nobili,
Signori della Decima di Lumiago, Conti di Camerati, Patrizi Veneti con il
trattamento di N.H. e N.D. (Libro d’Oro della Nobiltà Italiana edito dal
Collegio Araldico), Cavalieri Di Grazia e Devozione del Sovrano Militare Ordine
di Malta, Cavalieri di Giustizia Jure Sanguinis del Sacro Ordine Costantiniano
di San Giorgio.
lunedì 2 maggio 2016
Tradizioni e Tradizione...
Sua Maestà Kigeli V (Jean-Baptiste Ndahindurwa, Gran Principe Tutsi della Dinastia degli Abanyiginya,) Re titolare del Ruanda, in esilio, importante figura internazionale, impegnata in molteplici attività diplomatiche ed umanitarie, ha nominato il rappresentante della nostra Associazione Culturale Aristocrazia Europea, Barone Roberto Jonghi Lavarini, Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine Reale del Tamburo, titolo ereditario nobilitante.
“Esistono valori e consuetudini specifiche, le tradizioni culturali e religiose, locali e nazionali, quelle patriottiche ed identitarie, ovvero della terra dei propri padri, ai quali ogni popolo deve essere fedele. Ma esiste una Tradizione superiore, universale, spirituale, che accomuna tutti i popoli fedeli a se stessi. I concetti tradizionali, immanenti nello spazio-tempo, di cavalleria, aristocrazia e monarchia fanno certamente parte di questo patrimonio, in Europa come nel resto del mondo.” Questo il commento di Roberto Jonghi alla sua nomina.
sabato 16 aprile 2016
Nobiltà: storia, cultura e Tradizione.
Il Nobile Cav. Dott. Roberto Jonghi Lavarini,
coordinatore organizzativo nazionale della Associazione Culturale (tradizionalista e patriottica) Aristocrazia Europea, consigliere nazionale di Assocastelli, membro corrispondente della Società Genealogica Italiana e del Centro Studi Araldici,
con S.A.R. il Principe Emanuele Filiberto di Savoia
Presentazione ufficiale di ASSOCASTELLI d'Italia.
I nobili e principi si mettono in rete. I castelli? Una risorsa poco valorizzata
SPRITZ MILANO, LA RUBRICA DEL BEL MONDO MILANESE
L’Italia è il paese che possiede il più importante patrimonio architettonico e storico del mondo. Gran parte di questo è rappresentato dai suoi castelli, dai suoi palazzi e dalle sue ville. Un patrimonio, immobiliare e artistico, storico e culturale, fortemente identitario, che generalmente risulta poco valorizzato e non adeguatamente sviluppato come fonte di reddito e conseguentemente anche come forma di investimento profittevole. Per questo è nata la nuova associazione Assocastelli che in pochi mesi ha già raccolto l’adesione di circa 150 proprietari di immobili storici.
Il programma di Assocastelli, presentato in conferenza stampa a Milano, è improntato sulla operatività e prevede anzitutto la creazione di una nuova e innovativa piattaforma multimediale. La piattaforma sarà suddivisa in due differenti ambiti: Guest Book, per la prenotazione dell’ospitalità nei castelli, nei palazzi e nelle ville d’Italia; Regal Shop per la vendita on line di prodotti “Made in Italy” provenienti dai castelli, dai palazzi e dalle ville (editoria, artigianato, cosmetica, erboristeria, gadget e, naturalmente, enogastronomia DOCG dei nostri diversi territori). Le attività di Assocastelli interesseranno anche l’ambito assicurativo e bancario. E’ in fase di definizione la Polizza Castelli per la copertura assicurativa degli edifici e il servizio di factoring sui contributi ministeriali destinati agli interventi di conservazione e restauro degli edifici vincolati. Non solo, per tutti questi necessari interventi conservativi, è anche prevista la consulenza tecnica gratuita di un gruppo di professionisti del settore edile. Non a caso, in sala si sono visti l’ingegnere Dario Aluzzo della storica impresa di impermeabilizzazioni Ing.Alajmo e l’architetta Barbara Delitala del Gruppo Redomus.
L’attività di promozione dell’associazione interesserà l’ambito nazionale, ma soprattutto, quello internazionale. Con un road show che avrà come obiettivo quello di far conoscere il più possibile il patrimonio architettonico italiano all’estero. Un patrimonio che può rappresentare una concreta opportunità di lavoro, in vari ambiti, per i giovani. L’Italia è un paese da favola e Assocastelli lo racconta attraverso i suoi castelli, i suoi palazzi e le sue ville. A fare gli onori di casa Ivan Drogo Inglese, antica famiglia di baroni siciliani (di San Giacomo del Pantano) che di amministrazione di immobili storici se ne intende essendo rettore, da oltre 10 anni, dell’Istituto Pontificio Benedetto XV: “Il sistema dei castelli, dei palazzi e delle ville rappresenta l’asset principale del nostro paese” ha dichiarato. “Per gli immobiliaristi è una grande opportunità sostenere Assocastelli” ha aggiunto Federico Filippo Oriana presidente di ASPESI (associazione nazionale delle società di promozione e sviluppo immobiliare), che era presente insieme a Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia. Il giovane conte e imprenditore agricolo Alessandro Calvi di Bergolo, vice presidente di Assocastelli ha sottolineato come “il progetto “rappresenti uno strumento efficace e moderno per promuovere e valorizzare il patrimonio architettonico italiano”. Ospite d’onore e testimonial internazionale di Assocastelli non poteva che essere il principe Emanuele Filiberto di Savoia, erede al trono virtuale del Regno d’Italia: “L’iniziativa di Assocastelli mi ha entusiasmato da subito. Sono lieto di essere stato scelto come ambasciatore del sistema dei castelli, dei palazzi e delle ville italiane nel mondo”. Presenti in sala, oltre ad una ventina di “castellani”, imprenditori e professionisti, giornalisti e studiosi, e numerosi volti noti, fra questi: Roberto Jonghi Lavarini, in rappresentanza dell’associazione Aristocrazia Europea, il giornalista e scrittore Marco Valle del Touring Club Italiano, il Prof. Roberto Comneno d’Otranto, insegnante di Economia del Turismo alla Università Statale Bicocca di Milano, ed il Prof. Silvio Bolognini (E-Campus) che, insieme ad altri docenti universitari, daranno vita al Comitato Scientifico di Assocastelli.
Associazione dei Proprietari di Castelli, Palazzi e Ville d'Italia
federata ASPESI - http://www.aspesi-associazione.it/
Associazione Nazionale tra le Società di Promozione e Sviluppo Immobiliare
Presidente: Ivan Drogo Inglese
v.Presidente: Alessandro Calvi di Bergolo
Presidente Comitato Scientifico: Prof. Roberto Comneno d'Otranto
(Docente di Economia del Turismo presso l'Università Statale Bicocca di Milano)
Ambasciatore nel Mondo: S.A.R. Emanuele Filiberto di Savoia
Consiglio Nazionale: Alessandro Calvi di Bergolo, Enrico Campagnoli (Presidente FIABCI), Giacomo Cattaneo Adorno, Aldo Cichero, Roberto Comneno d’Otranto, Ivan Drogo Inglese, Filippo Gaslini Alberti, Ruggeromassimo Jannuzzelli, Roberto Jonghi Lavarini (Aristocrazia Europea), Vittorio Invernizzi, Giuseppe Lupis Rogges, Federico Filippo Oriana (Presidente ASPESI), Fulco Ruffo di Calabria. Comitato Scientifico: Silvio Bolognini (E-Campus), Gianfranco Benedetto (LIUC), Onelio Francioso, Emilio Petrini Mansi della Fontanazza (Università Pontificia), Paolo Manazza (Corriere della Sera), Massimo Grecchi, Marco Valle (TCI), Alessio Varisco.
Possono aderire gratuitamente tutti coloro che posseggono un qualsiasi tipo di immobile storico ma anche gli studiosi e gli appassionati della materia che ne fanno motivata richiesta:
giovedì 10 marzo 2016
mercoledì 9 marzo 2016
L'OSSOLA a MILANO...
Venerdì 11 Marzo 2016 l’Ossola torna a Milano, nella prestigiosa cornice di Piazza Meda, presso il Salone Conferenze della Banca Popolare di Milano.
Il programma della giornata prevede una serie di interventi a cura di professionisti, conoscitori della realtà locale nei vari settori dell’economia, della cultura e del turismo, che si avvicenderanno, nella fascia oraria 16.00/20.00, -nell’esposizione delle specificità del territorio Ossolano, con degustazione di prodotti tipici; l’intero evento sarà allietato dall’accompagnamento della Cappella del Sacro Monte Calvario di Domodossola.
Relatori e Temi degli interventi:
- Walter G. Finkbohner e Alessandro Pirocchi sul tema “Il Sempione e le vie di comunicazione oggi e attraverso la storia”
- Matteo Grazzini, Direttore Commerciale del Centro di Produzione Campari di Crodo per la presentazione del Crodino, conosciuto in tutto il mondo come l’analcolico biondo
- Michele Bonzani, direttore delle Terme di Bognanco, per la presentazione delle acque minerali e delle cure termali di Bognanco e Premia
- Marco Cattin, geologo, relazionerà sulle pietre del Verbano Cusio Ossola, con particolare riferimento all’utilizzo locale e globale del materiale lapideo estratto nel corso della storia e sull’attuale quadro produttivo del settore delle cave
- Don Pierluigi Giroli, Rettore del Sacro Monte Calvario di Domodossola, sito UNESCO. Tratterà il tema dello sviluppo del turismo religioso, valorizzando e associando i percorsi di devozione popolare e di spiritualità al valore artistico, architettonico e paesaggistico
- Andrea Malagoni, responsabile tecnico della San Domenico Ski, Roberta Rolandi titolare degli impianti sciistici di Domobianca e Stefano Corsi, Sindaco di Macugnaga, la splendida cittadina situata ai piedi dell’imponente parete est del Monte Rosa, tra le stazioni sciistiche più frequentate, ci parleranno delle numerose e rinomate località sciistiche presenti in Ossola e dell’ambiente ideale e ricco di suggestioni che sanno offrire agli amanti dello sport invernale, garantendo supporti tecnici di elevata professionalità
- Paolo Crosa Lenz, insegnante e scrittore, relazionerà sui diversi parchi compresi nel territorio, che costituiscono uno dei motivi per visitare l’Ossola, in quanto uniscono lo splendido scenario offerto dalla natura a ragioni di interesse storico, scientifico, artistico e turistico.
Inoltre, si presenteranno le eccellenze artigianali locali.
LA PARTECIPAZIONE E' LIBERA e GRATUITA
lunedì 22 febbraio 2016
ASSOCASTELLI 2016
I nobili si alleano per vincere la crisi
Mantenere le dimore storiche costa troppo: marchesi e baroni uniti per resistere. E rilanciare il turismo
IL GIORNALE - Articolo di Michelangelo Bonessa
Rassegna Stampa 22 febbraio 2016
Mantenere le dimore storiche costa troppo: marchesi e baroni uniti per resistere. E rilanciare il turismo
IL GIORNALE - Articolo di Michelangelo Bonessa
Rassegna Stampa 22 febbraio 2016
IL GIORNALE - Articolo di Michelangelo Bonessa
Rassegna Stampa 22 febbraio 2016

Le nuove leve dell'aristocrazia terriera partono lancia in resta. Un centinaio di nobili e ricchi borghesi si è unito in un'associazione per rilanciare economicamente le rispettive proprietà immobiliari: i tempi sono duri per tutti e non si possono manutenere facilmente castelli e edifici storici.
Per questo è nata a Milano Assocastelli dall'iniziativa delle nuove generazioni del bel mondo: l'età media degli aderenti, che possono contare su testimonial europei d'eccezione come l'Arciduca d'Austria Carlo d'Asburgo e il Granduca di Russia George Romanof, è di 45 anni. E in gran parte provengono dal Nord Ovest italiano, Piemonte e Lombardia in testa, proprio le stesse zone dove il Conte di Cavour e l'aristocrazia illuminata ottocentesca importarono dall'Inghilterra il modello del proprietario terriero imprenditore. Una figura opposta per valori a quella del nobile nella concezione spagnola, dove l'ideale era una persona il più distaccata possibile dalle cose materiali come la gestione dei propri fondi. E sull'esempio dell'artefice dell'Unità italiana anche i cento di Assocastelli, che ha tra i suoi fondatori i baroni Ivan Drogo Inglese e Roberto Jonghi Lavarini e l'avvocato Federico Filippo Oriana, vogliono «creare un sistema virtuoso e sinergico di accoglienza turistica, organizzazione di eventi pubblici e privati, e valorizzazione de territorio, della enogastronomia e dell'artigianato locale, attraverso una serie di iniziative sociali ed il lancio di una nuova piattaforma internet, con particolare attenzione alla possibile clientela americana, russa e cinese». Diventare cioè il motore economico per molte comunità. In alcuni casi si tratterà di potenziare quanto già iniziato: il Marchese Giacomo Cattaneo Adorno Giustiniani di Gabiano è proprietario dell'omonimo castello e produce vino, così come per il castello di Piovera del Conte Alessandro Calvi di Bergolo e Rocca Saporiti. O come per il barone Giulio Cesare Ferrari Ardicini, la cui famiglia è proprietaria di storici palazzi in Lombardia e Piemonte oltre che della tenuta agricola Colle Alberti nel Chianti. La nuova unione è nata tra gli aderenti dell'Associazione Nazionale tra le Società di Promozione e Sviluppo Immobiliare (Aspesi) e circa il 70% dei soci appartiene a famiglie della aristocrazia storica, anche se vista l'età media parliamo delle nuove generazioni. Un gruppo che non ha finalità politiche, ma imprenditoriali e che punterà su alcuni mantra di oggi come la qualità del made in Italy. E che potrebbe rappresentare una leva economica per molte zone depresse della penisola visto che i timidi segnali di ripresa si avvertono soprattutto nelle grandi città e nei pochi centri industriali rimasti. Dallo stesso clima innescato dall'aristocrazia imprenditoriale ottocentesca scaturirono le energie per grandi opere come il canale Cavour: con i suoi 83 chilometri è una delle più vaste opere di ingegneria idraulica in Italia e ha permesso lo sviluppo delle zone agricole di Vercelli e Novara. E, oltre che essere fondamentale tutt'oggi per l'economia del territorio, all'epoca fu costruito in tempi record: approvato dal Parlamento nel 1862, fu completato del 1866. Tre anni per un'opera di quasi cento chilometri e che attraversava diverse Amministrazioni e strade. Confrontarlo con qualsiasi cantiere statale odierno sarebbe impietoso. E comunque questi cento aderenti sono solo l'inizio: i fondatori non vogliono fermarsi qui, ma ampliare gradualmente i soci anche oltre i confini nazionali. Per questo i testimonial come Carlo d'Asburgo e George Romanoff sono più che un semplice volto. E sembra che saranno coinvolti anche i principi italiani Emanuele Filiberto di Savoia e Carlo di Borbone delle Due Sicilie. L'obiettivo finale è un network internazionale di attività in tutto il continente: «Si tratta di riprendere alcune buone tradizioni del feudalesimo - spiega il barone Jonghi Lavarini - come il contatto con il territorio». Si torna indietro, per andare avanti.
venerdì 19 febbraio 2016
Comitato Mondiale per la Pace.
Il Barone Ivan Drogo Inglese di San Giacomo del Pantano (Presidente nazionale di Assocastelli, Delegato dell'Ordine Imperiale dell'Aquila d'Oro), il Duca Francesco Paolo Scarciolla del Gavatino di Torre Spagnola (Ambasciatore del Comitato Mondiale per la Pace) ed il Barone Roberto Jonghi Lavarini (tra i promotori della Associazione Culturale Aristocrazia Europea).
giovedì 11 febbraio 2016
ASSOCASTELLI

Nasce a Milano, in collaborazione con ASPESI (Associazione Nazionale tra le Società di Promozione e Sviluppo Immobiliare), ASSOCASTELLI (Associazione Proprietà Castelli, Palazzi e Ville d'Italia), a tutela e sostegno culturale, legale, legislativo ed economico dello straordinario patrimonio storico, artistico, ambientale, identitario ed enogastronomico del territorio italiano. Questi i soci fondatori: Barone Dott. Ivan Drogo Inglese (Presidente), Conte Dott. Alessandro Calvi di Bergolo e Rocca Saporiti (vice Presidente), Avv. Federico Filippo Oriana (Presidente ASPESI), Barone Dott. Roberto Jonghi Lavarini (Aristocrazia Europea), Marchese Giacomo Cattaneo Adorno Giustiniani di Gabiano, Marchese Giuseppe Lupis Rogges, Arch. Aldo Cichero. Informazioni: tradizioneuropea@gmail.com
venerdì 5 febbraio 2016
"Sursum corda": in difesa dei cristiani perseguitati.
Il Nob.Cav.Dott. Roberto Jonghi Lavarini è stato insignito della Placca d'Argento come Commendatore del sovrano "Ordine della Croce Nera e del Leone", antica confraternita ecumenica cristiana cattolica ortodossa della Abbazia Benedettina di San Luigi del Fezzan (Libia), per il suo concreto sostegno alle comunità cristiane perseguitate.
mercoledì 3 febbraio 2016
martedì 2 febbraio 2016
Roberto e Veronica Jonghi Lavarini con George Romanoff.
ROBERTO e VERONICA JONGHI LAVARINI
con GEORGE ROMANOFF di RUSSIA
Uno zar a spasso per Milano. Romanoff fa impazzire i super-vip.
Si è conclusa la visita ufficiale milanese di Sua Altezza Imperiale il Principe Zarevic George Romanoff, Granduca di tutte le Russie. Il giovane e simpatico principe russo, oltre ad essere il legittimo erede al trono degli Zar…
Si è conclusa la visita ufficiale milanese di Sua Altezza Imperiale il Principe Zarevic George Romanoff, Granduca di tutte le Russie. Il giovane e simpatico principe russo, oltre ad essere il legittimo erede al trono degli Zar, e devotissimo rappresentante del Patriarcato Russo Ortodosso di Mosca, è ambasciatore culturale e commerciale della Russia, in perfetta sintonia con il governo e le politiche del presidente Vladimir Putin, del quale, oltre ad essere sostenitore e collaboratore, è amico personale.
Per questo, oltre ad incontrare la comunità russa ortodossa di Milano ed i rappresentanti dell’aristocrazia europea, nel corso dei tre giorni, ha anche avuto importanti e strategici incontri istituzionali, con la Regione Lombardia (ricevuto dal presidente Roberto Maroni e dall’assessore Giulio Gallera), con Assolombarda Confindustria, Confagricoltura, Borsa di Milano e Mediobanca. George Romanoff, sempre accompagnato dal suo rappresentante in Italia, il nobile milanese Mario Filippo Brambilla di Carpiano (delegato della Fondazione Imperiale, ente benefico internazionale sulla ricerca sul cancro, e socio dello studio di consulenza commerciale internazionale Romanoff & Patners, con sede principale a Bruxelles), da monsignore Dimitri Fantini (archimandrita della Chiesa Ortodossa di Via Giulini a Milano) e dal barone Roberto Jonghi Lavarini (fra i promotori dell’associazione culturale Aristocrazia Europea, immobiliarista, bene introdotto negli ambienti politici lombardi) ha ufficializzato il suo rapporto di collaborazione con Lombardia-Russia, ed i suoi satelliti in Liguria e Piemonte, la più grande, storica ed organizzata associazione culturale filo-russa in Italia, presieduta da Gianluca Savoini, giornalista esperto di geopolitica.
L’evento certamente più significativo è stata la conferenza che si è tenuta presso lo studio legale Grimaldi, sulle opportunità economiche in Russia e le sanzioni, al quale hanno partecipato un centinaio di selezionatissimi imprenditori ed investitori. Relatori sono stati: Anna Marino (giornalista del Sole 24 Ore), l’avvocato Maurizio Mengassini (esperto di diritto pubblico nazionale ed internazionale), il professore Fabrizio De Marinis (intellettuale, storico e giornalista), l’imprenditore Ernesto Preatoni, Rebecca Bettarini (dirigente di Finmeccanica) e, non poteva mancare, il principe Guglielmo Giovannelli Marconi (presidente del centro studi internazionali Libere Identità Europee).
Fra il pubblico, sono stati notati altri nomi noti dell’imprenditoria lombarda come: Marco Bruciamonti (Farmagan), Ivan Drogo Inglese (ASPESI), Giuseppe Ganassini di Camerati (Rilastil) e Giulio Livoni (MUSA). A conclusione di questo tour imperiale, vi è stato, “va san dir”, un esclusivo ricevimento presso il magnifico palazzo nobiliare dell’avvocato Alessandro Verga Ruffoni Menon, a San Fermo della Battaglia, in provincia di Como, al quale hanno presenziato amici e sostenitori, sia russi che italiani, dello Zarevic e rappresentanti di famiglie storiche, dai Dalla Chiesa ai Paternò, una media di due cognomi a partecipante, come i conti: Giuseppe Manzoni di Chiosca e Poggiolo, Enzo Modulo Morosini di Risicalla e Sant’Anna, Alessandro Romei Longhena e Paolo Vandelli Bulgarelli di Marsciano.
Per questo, oltre ad incontrare la comunità russa ortodossa di Milano ed i rappresentanti dell’aristocrazia europea, nel corso dei tre giorni, ha anche avuto importanti e strategici incontri istituzionali, con la Regione Lombardia (ricevuto dal presidente Roberto Maroni e dall’assessore Giulio Gallera), con Assolombarda Confindustria, Confagricoltura, Borsa di Milano e Mediobanca. George Romanoff, sempre accompagnato dal suo rappresentante in Italia, il nobile milanese Mario Filippo Brambilla di Carpiano (delegato della Fondazione Imperiale, ente benefico internazionale sulla ricerca sul cancro, e socio dello studio di consulenza commerciale internazionale Romanoff & Patners, con sede principale a Bruxelles), da monsignore Dimitri Fantini (archimandrita della Chiesa Ortodossa di Via Giulini a Milano) e dal barone Roberto Jonghi Lavarini (fra i promotori dell’associazione culturale Aristocrazia Europea, immobiliarista, bene introdotto negli ambienti politici lombardi) ha ufficializzato il suo rapporto di collaborazione con Lombardia-Russia, ed i suoi satelliti in Liguria e Piemonte, la più grande, storica ed organizzata associazione culturale filo-russa in Italia, presieduta da Gianluca Savoini, giornalista esperto di geopolitica.
L’evento certamente più significativo è stata la conferenza che si è tenuta presso lo studio legale Grimaldi, sulle opportunità economiche in Russia e le sanzioni, al quale hanno partecipato un centinaio di selezionatissimi imprenditori ed investitori. Relatori sono stati: Anna Marino (giornalista del Sole 24 Ore), l’avvocato Maurizio Mengassini (esperto di diritto pubblico nazionale ed internazionale), il professore Fabrizio De Marinis (intellettuale, storico e giornalista), l’imprenditore Ernesto Preatoni, Rebecca Bettarini (dirigente di Finmeccanica) e, non poteva mancare, il principe Guglielmo Giovannelli Marconi (presidente del centro studi internazionali Libere Identità Europee).
Fra il pubblico, sono stati notati altri nomi noti dell’imprenditoria lombarda come: Marco Bruciamonti (Farmagan), Ivan Drogo Inglese (ASPESI), Giuseppe Ganassini di Camerati (Rilastil) e Giulio Livoni (MUSA). A conclusione di questo tour imperiale, vi è stato, “va san dir”, un esclusivo ricevimento presso il magnifico palazzo nobiliare dell’avvocato Alessandro Verga Ruffoni Menon, a San Fermo della Battaglia, in provincia di Como, al quale hanno presenziato amici e sostenitori, sia russi che italiani, dello Zarevic e rappresentanti di famiglie storiche, dai Dalla Chiesa ai Paternò, una media di due cognomi a partecipante, come i conti: Giuseppe Manzoni di Chiosca e Poggiolo, Enzo Modulo Morosini di Risicalla e Sant’Anna, Alessandro Romei Longhena e Paolo Vandelli Bulgarelli di Marsciano.
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